- Comincio ad annoiarmi qui. Ci sarà qualcosa di più interessante da fare da ste parti? - commentò d'un tratto il ragazzo dai capelli scuri, palesemente annoiato e alla ricerca di un pretesto per cambiare aria, esponendo ad alta voce quello che era anche il pensiero di Karasu.
- Voglio sperare! Tsè, andiamo va'... Questi ci prendono per il culo! - sbottò in risposta il biondo e, senza accertarsi d'essere seguito, imboccò la prima via laterale che gli si parò davanti.
Il ninja non ci pensò su nemmeno un secondo, e svoltò dietro all'alchimista, lanciando appena un'occhiata al terzo ragazzo come a dirgli 'te che fai, vieni?'.
Comunque non c'era da stupirsi del fatto che i ragazzi cominciassero a disperdersi, dato che nessun si curava di controllare quel che facevano, Nana ad esempio aveva cambiato strada ancor prima di raggiungere le scale, avendo avvistato la bacheca in lontananza e deciso che era il caso di lasciare un messaggio... per poi proseguire la propria escursione altrove.
Nel frattempo Revy e Dante continuavano a discutere con tutti, talmente concentrati in questo che non si accorsero della figura che li stava aspettando oltre le scale. Estas e Nathe se ne accorsero invece, giusto il tempo di avvicinare Dante e che il moro gli dicesse - Amico mio... buona fortuna! - per poi seguire l'esempio di Dorian e svignarsela alla prima via laterale senza dare alcuna spiegazione.
Cry li osservò perplessa allontanarsi quasi in fuga, ma non li seguì, anche perchè non aveva la più pallida idea del motivo per cui se ne stavano scappando a quel modo.
Revy imboccò la scalinata, e commentò divertita in direzione dei ragazzi che la stavano seguendo - Queste, ragazzini, sono le scale che portano al primo piano, dove c'è la sala professori e da qui in poi credo di dovermi considerare una delle minacce minori per voi. -
- E perchè mai prima di arrivare qui avrebbero dovuto considerarti qualcosa di diverso, Rebecca? - domandò solo a quel punto la familiare ed inespressiva voce del rappresentante d'istituto Kougaiji Burano, che già da qualche secondo li stava osservando con le braccia incrociate sul petto, in cima al pianerottolo.



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